mercoledì 14 dicembre 2016

Accettazione



Accade che la vita ci riservi dei dolori. Ed in quei frangenti ci diciamo e ci sentiamo ripetere di accettare e andare avanti...
Ma davvero accettiamo il dolore?
Spesso accade che al posto dell'accettazione troviamo una silenziosa rassegnazione...chiniamo il capo alle esperienze che troviamo ingiuste e crudeli. Ci sentiamo vittime di soprusi, ci sentiamo bersaglio di forze malvagie...ci rassegniamo tristemente al destino avverso, convincendoci di meritare il male o di esserne vittime innocenti.
Talvolta guardiamo indietro in cerca di peccati da espiare, e se proprio non li troviamo li cerchiamo in vite passate...o in avi trapassati. Cerchiamo appigli, risposte al "perché tutte a me"...o semplicemente qualcuno da incolpare e sul quale riversare la nostra rabbia repressa, celata, logorante...come brace viva sotto ceneri fredde.

Eppure...
Eppure è molto molto più semplice...

Nessuno ci ha preso di mira. Nessun demone, nessun peccato del prozio, nessun universo avverso...
Quel dolore non è razionale, come non lo sono incendi e uragani. Non decide di farci male "apposta" per farci dispetto. Il dolore, e ciò che lo causa, sono semplici parte della realtà. Come la gioia, il piacere, il sole e la pioggia, giovani e vecchi, vita e morte, arcobaleno e tornado...
Accettiamolo, davvero, di buon grado. Con un sorriso sul volto, con l'abbraccio che daremmo ad un fratello che ci fa arrabbiare. Provare dolore è giusto, umano, ma non permettiamo a quel dolore di monopolizzarci. Non diamogli importanza eccessiva. Non identifichiamoci in lui.
Noi NON siamo quel dolore. Siamo un canale attraverso cui il dolore passa. E lasciandolo passare lasceremo il canale libero alle altre esperienze, piacevoli o meno, che troveremo sul nostro cammino....pronti a viverle tutte, accoglierle in noi come perle colorate sul filo della nostra esistenza.

Viviamo nel rispetto di noi stessi, degli altri e del creato. Tutto il resto appartiene al gioco della manifestazione, un gioco in cui non si vince e non si perde,
l'importante è partecipare

Buona vita

domenica 20 novembre 2016

Siamo Tornati!!

Primo complemese del nostro centro in Ovada!!

Ancora tante cose da fare, dettagli da aggiungere, migliorie...ma ci siamo!!

Ringrazio tutti quelli che con affetto e fiducia ci hanno seguito fino a qui, e ringrazio chi è appena approdato al nostro piccolo luogo d'incontro!

Finalmente ho avuto il tempo di aggiornare questo Blog,
spero di poter pubblicare finalmente con regolarità!

per ora vi saluto qui,
con la promessa di tornare a brevissimo ^_^


venerdì 30 ottobre 2015

YOGA è....

Chi ha mai provato a definire la disciplina che pratica settimanalmente....?
Che non ha mai provato a praticare perchè crede sia "noiosa"?
...o perchè "figurati se io sto ferma e calma"
oppure "puoi capire se con i nervì che c'ho riesco a meditare"...?
Voi sapreste dire cosa è lo YOGA?


Vi risparmio la ricerca su google.... :

yoga
yò·ga,jˈɔ-/
sostantivo maschile
Complesso di tecniche ascetiche, comuni sia a varie forme di induismo, sia al buddismo, con le quali si cerca di attuare l'emancipazione dell'individuo dagli stimoli fisici e psichici, per portarlo a un'assoluta integrità spirituale; com., insieme di esercizi ginnici e respiratori basati su tale tecnica.

 Potreste trovare anche svariate forme e varianti di questa frase:

"La parola Yoga deriva dalla radice sanscrita «Yug» che significa unire, legare assieme, soggiogare, dirigere e concentrare l'attenzione, usare ed applicare. Significa anche unione o comunione, ed è la vera unione della nostra volontà con quella di Dio."


YOGA significa "UNIONE" . 
Unione...di che? con cosa? Perchè?!

Bella domanda...ma la risposta è "banale": è l' unione con il nostro Sè. 
Alcune scuole di matrice religiosa associano il Sè alla Coscienza Divina che cambia nome a seconda di chi comanda dall' alto dei cieli...Siva, Visnu, Brahma, il portiere o chi per esso...
altre, materialiste o atee, riconoscono nel Sè l' aspetto più alto della Natura.
Ma la sostanza non cambia....una rosa resta una rosa anche se le si cambia il nome...
perfino se la si chiama "cozza"...nonostante le difficoltà di integrazione sociale.

Yoga è il percorso che il discepolo segue avendo come metà questa unione: il "Risveglio".
...e no: non basta la sveglia!!
Per Risveglio si intende il riconoscimento dell' essenza del nostro essere,
che può essere o meno,appunto, identificata con il divino.

Avete mai provato a cercare voi stessi...?
Non intendo la vacanza in Tibet...ma l' ascolto e l' osservazione di noi, nella curiosa ed interessante ricerca del nostro essere spontaneo e vero, quella parte di noi priva di maschere e preconcetti, priva di desideri e necessità superficiali, quella fiamma di luce che illumina la nostra mente e che si autoillumina di consapevolezza...ma anche a livello più "quotidiano" e materiale.
Vi ascoltate mai? mentre camminate, parlate, mangiate, vivete la vostra vita...?

Il percorso da seguire è tramandato da secoli da svariate scuole, che nonostante le differenze di forma e di stile, alla resa dei conti, dicono tutte la stessa cosa:

La sofferenza dell' uomo è data dall' errata percezione del suo vero essere,
lo Yoga è il cammino che porta alla scoperta della verità 
ed alla eliminazione della sofferenza umana.

Il cammino dello Yoga, che di scuola in scuola varia in alcuni aspetti del metodo, ha la finalità di portare l'allievo a questa Verità tramite un percorso fatto di scoperta consapevole che parte da una base di precetti etico/morali, passando per il controllo del corpo, del respiro, dei sensi, della mente...fino a superare ogni velo di apparenza di falsa identità e scoprire che sotto strati e strati...e strai ed altri strati...quella che sembrava una fiammella è un sole di sfolgorante potenza: Il nostro Sè, puro, assoluto e luminoso di beato autoappagamento...

Ma prima di dire oltre, che già troppe sono le parole scritte...ditemi:
cosa è, per voi, lo YOGA....?

Buon Viaggio Anime in Cammino...........